Il Mascagni diventa Statale

Nonostante le mille difficoltà, fra le quali occorre ricordare la recente pandemia da Covid 19, il lungo percorso per la definitiva trasformazione istituzionale del Mascagni è giunto a conclusione.
 
Martedì 15 novembre, infatti, la Corte dei Conti ha registrato il decreto con cui la Ministra dell’Università e Ricerca Maria Cristina Messa ha definito il passaggio a Conservatorio di Stato dell'Istituto Mascagni.
 

Un lungo percorso

Il Mascagni nasceva, per iniziativa di privati cittadini e di strumentisti dell’Orchestra Labronica sopravvissuti al disastro della seconda guerra mondiale, come piccola scuola sostenuta dagli enti locali, divenuta poi Istituto Musicale amministrato da un Consorzio fra Comune e Provincia di Livorno. L’Istituto otteneva poi il pareggiamento ai Conservatori, cosa che gli permetteva di diplomare i propri allievi che, in precedenza, dovevano sostenere la prova di diploma finale presso un qualche Conservatorio, e con il pareggiamento arriva anche l’autonomia amministrativa, con un bilancio proprio, cui concorrevano in maniera totalmente determinante i trasferimenti dai bilanci del Comune e della Provincia.
Infine - dopo un lungo impegno che vede la dirigenza del Mascagni impegnata in prima linea a promuovere l’iniziativa - si giunge a definire la riforma degli studi di Alta Formazione Artistica e Musicale, con la L. 508/99, e si apre il fronte dell’attuazione della riforma: occorre che siano approvati leggi e regolamenti e, fra le non poche difficoltà, occorre cercare di colmare le differenze, sul piano organizzativo e su quello della qualità dei risultati, che distinguono i diversi Istituti Pareggiati italiani, interessati al processo di riforma. Il Mascagni ha avuto un ruolo fondamentale in questo più che ventennale impegno.
Grazie ai Presidenti e ai Direttori che si sono alternati alla guida della scuola e grazie al buon nome quale scuola di alto profilo di cui il Mascagni ha sempre goduto, l’Istituto livornese è stato protagonista, quant’altre scuole mai, della vicenda che oggi trova la sua conclusione.

 

Le parole di presidente e direttore

“Siamo onorati di raccogliere nelle nostre mani il frutto di tanto lavoro e tanta appassionata dedizione” - così Emanuele Rossi, presidente del Mascagni, di recentissima nomina - “e partendo da questo risultato fondamentale intendiamo proseguire il cammino intrapreso, affinché le peculiarità, che hanno fatto del Mascagni la scuola di alto livello che è, si consolidino e si sviluppino per definire profilo e ruolo del Conservatorio livornese nel contesto dei Conservatori italiani”. Emanuele Rossi, docente di Diritto Costituzionale al Sant’Anna di Pisa è anche ex allievo del Mascagni, dove ha studiato e si è diplomato in flauto.
 
“Torno alla scuola in cui sono entrato bambino e da cui sono uscito si può dire adulto (Rovini ha frequentato il Mascagni diplomandosi in pianoforte con il M° Cipriano), dunque torno al luogo dove ho potuto costruire la mia dimensione professionale, la mia vita di musicista”, afferma il neoeletto direttore Federico Rovini, una lunga carriera d’interprete e di docente alle spalle e anche l’esperienza di direttore del Conservatorio Giacomo Puccini, della Spezia, dove è titolare di cattedra dello strumento. “Perciò penso di poter affermare che insieme con il dovuto impegno saprò mettere nello svolgimento del ruolo affidatomi dai colleghi la passione riconoscente di chi spende le proprie capacità nella scuola dove queste capacità hanno potuto rivelarsi e svilupparsi.”
 
Qui il contributo di Giulio Cesare Ricci, Presidente del Mascagni dal 2007 al 2015
Qui il contributo di Renato Meucci, Direttore del Mascagni dal 2019 al 2022
 

La cerimonia di inaugurazione

Con queste premesse, la tanto sospirata statizzazione finalmente arrivata a conclusione e l’impegno resoluto di progettare un futuro il più possibile fecondo per la scuola livornese, Emanuele Rossi e Federico Rovini annunciano che lunedì 12 dicembre alle 17:00, nel Teatro 4 Mori di Livorno si terrà la cerimonia d’inaugurazione del nuovo anno accademico 2022-2023, che intende essere un momento certamente di festa, ma anche di riflessione, che il Conservatorio vuol fare insieme alla città, ai suoi rappresentanti istituzionali, alle autorità religiose e militari, e insieme a fondazioni, associazioni e privati che in tutti questi anni hanno garantito al Mascagni il loro sostegno. “Faremo il possibile e l’impossibile per avere con noi, in quest’occasione, tutti di presidenti e i direttori precedenti, il cui impegno ha reso possibile che Livorno divenisse sede di un Conservatorio”, così Rossi e Rovini. “È un tributo che è loro dovuto; ma, soprattutto, desideriamo condividere con loro la gioia e la grande soddisfazione per un risultato di cui noi cogliamo l’ultimo frutto, ma che porta i segni del loro impegno e della loro dedizione.”

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