Alessandro Lotti

Alessandro Lotti, compositore, violinista e pianista, nacque a Livorno il 30 aprile 1898 in una famiglia di modesta condizione, nella quale si coltivava con passione la musica dell'epoca, in particolare quella di Mascagni. Dotato di un talento musicale precoce, ancora bambino prese lezioni di violino da Guglielmo Cianetti. Nel 1910 il poeta e giornalista Giovanni Orsini, suo insegnante alla scuola tecnica, ne comprese le doti musicali e convinse i genitori a fargli abbandonare la scuola per la musica; Orsini si impegnò a assicurargli l'insegnamento dell'italiano e della storia. Sostenuto dalla famiglia nonostante le difficoltà economiche, Alessandro passò sotto la guida del violinista Adolfo Martini e cominciò a esibirsi in pubblico: il 20 gennaio 1912 partecipò a un concerto della Società Orchestrale "Pietro Mascagni" a Livorno; il 6 e l'8 ottobre suonò al teatro dei Risoluti di Orbetello, il 9 ottobre al teatro dei Riuniti di Firenze, e poi a Vicenza e a Milano.
Dall'età di dodici anni aveva iniziato a comporre e una delle sue composizioni fu inviata da Orsini (di cui in seguito Lotti musicherà diversi testi) a un concorso per una borsa di studio indetto dal comune di Livorno per giovani artisti. Lotti non vinse ma il suo lavoro venne elogiato da Alfredo Soffredini e da Silio Taddei (che diventerà poi maestro di Lotti al conservatorio di Pesaro). La famiglia, confortata dai progressi del figlio, con un ulteriore sforzo economico lo mandò a lezione di pianoforte da Pietro Gherardi.
Grazie a Orsini, il giovane violinista fu conosciuto dalla cantante Angela Tiberini, allora ottantenne, che lo ascoltò nella sua villa dell'Ardenza. La Tiberini organizzò per lui un concerto di beneficenza per l'Unione Ciechi il 1 gennaio 1913 al Casino San Marco di Livorno (l'edificio andrà distrutto nei bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale), recensito in modo molto favorevole dal quotidiano "Il Telegrafo".
Angela Tiberini, entusiasta del giovane Alessandro, consegnò a Orsini una lettera per l'allora console austriaco Paul Kruger, che ascoltò il giovane nella sua palazzina di via Verdi; poco tempo dopo il console lo condusse a Pesaro per iscriverlo al conservatorio "Rossini", garantendogli il sostegno economico fino al diploma. A Pesaro Lotti studiò violino, pianoforte e composizione con Silio Taddei, Alfredo Soffredini e Amilcare Zanella, continuando anche a prendere lezioni da Adolfo Martini.
Nel luglio del 1914 diede con successo un concerto alle "Acque della salute" (poi "Terme del Corallo") di Livorno, recensito in modo lusinghiero dal "Corriere di Livorno", dalla "Gazzetta Livornese" e da "Il Telegrafo". Nel 1916, dopo il diploma in composizione, violino e pianoforte, avvenne l'incontro con Pietro Mascagni in occasione di un concerto diretto dal compositore ai Bagni Pancaldi di Livorno l'11 settembre; Lotti entrò subito nell'orchestra di Mascagni, rimanendovi fino al 1939. Dal 1919 l'editore livornese Pietro Napoli aveva iniziato a pubblicare sue composizioni.
Nel 1920, rimasto vedovo della prima moglie, sposò Annunziata Cafferata, dalla quale ebbe la figlia Edi; ma alcuni anni dopo anche la seconda moglie morì.
Nel 1922, con il pianista Vincenzo Marini e il violoncellista Spartaco Marliani, formò il "Trio Toscano" che si esibì con succeso in diverse località. Intanto, continuava l'attività compositiva: del 1924 è l'Inno della Brigata Allievi della Regia Accademia Navale su testo di Giovanni Targioni Tozzetti e la pubblicazione dell'opera tragica in un atto Oenante su testo di Orsini (rielaborazione di un abbozzo scritto all'età di diciotto anni), e degli anni successivi la rappresentazione al Politeama di Milano dell'operetta Fiammetta, che riscosse successo di pubblico e critica
Negli anni seguenti Lotti continuerà a comporre, a suonare come primo violino nell'orchestra di Mascagni e a dare lezioni di strumento e di canto (tra i suoi allievi vi fu anche il tenore Galliano Masini); collaborò anche con la compagnia vernacolare di Beppe Orlandi come maestro concertatore e direttore musicale.
Ma alla fine del 1924 cominciò la parabola discendente della sua vita. La morte della seconda moglie e, più in generale, la situazione italiana, lo portarono infatti a cercare conforto nell'alcool. Carattere schivo e modesto, alieno da manovre di corridoio e da compromessi, Alessandro Lotti scivolò lentamente nell'anonimato.
Restava comunque un eccellente esecutore e un rinomato insegnante di pianoforte e di violino. Per questa ragione nel 1939 il livornese Luigi Lenzi gli affidò la figlia Lina per l'insegnamento del pianoforte: fu l'inizio di una svolta nella vita del musicista grazie all'amicizia nata tra lui e la famiglia Lenzi, che cominciò a organizzare serate musicali nelle quali Lotti poteva esibirsi davanti ad amici e conoscenti. Ma a causa della guerra quelle amicizie, che avevano riportato speranza e serenità in lui, si interruppero quando egli sfollò da Livorno bombardata a La Scala di San Miniato, dove rimase a lungo in solitudine.
Al rientro a Livorno dopo la fine della guerra Lotti non riuscì a riprendere l'attività di interprete e di compositore, nonostante il ritorno di una certa serenità grazie alla ripresa delle frequentazioni con la famiglia Lenzi, con la quale durante il periodo bellico aveva mantenuto rapporti epistolari e personali. Minato nella salute da una cirrosi che si andava aggravando, colpito dalla morte della madre Zaira nel 1946 e ridotto in pessime condizioni economiche, fu costretto a fare il pianista di avanspettacolo per compagnie locali e straniere.
Tuttavia, ciò non gli impedì di dedicarsi all'attività politica: si avvicinò in particolare alle organizzazioni giovanili del Pci locale per le cui sezioni organizzò concerti e compose l'Inno dei Pionieri. Ma dal 1948 la malattia cominciò a menomarlo sempre più, fino alla morte avvenuta il 12 aprile 1950. Pochi mesi dopo fu ricordato dagli amici più intimi con un concerto vocale e strumentale di sue composizioni. Nel 1967 l'Amministrazione Comunale gli dedicò una via nel quartiere di Coteto.
La sua opera manoscritta e edita è stata donata nel 2008 dalla figlia Edi all'Istituto Musicale "Pietro Mascagni" di Livorno.
 
Scheda compilata da Federico Marri sulla base delle  icerche condotte da Alessandro Mariani, con notizie provenienti dal diario di Gino Lotti e da testimonianze dirette di Lina  Renzi  (dicembre 2012).

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