La storiografia musicale meridionale nei secoli XVIII-XX

Il seminario si svolgerà sulla piattaforma online ZOOM giovedì 6 maggio alle ore 17:00. Per i dati di connessione inviare una mail al coordinatore, all’indirizzo paolo.sullo@consli.it.
 
Nel momento stesso in cui si compiono degli atti nella vita, ciascuno di noi “scrive” un capitolo della propria storia. Nel bene e nel male questi atti condizionano il presente e sono frutto di un intreccio di azioni compiute, di condizionamenti e di influenze. Nel guardare avanti, poi, siamo portati a guardare al passato, a trarre bilanci e a trovare stimoli che ci inducono, inevitabilmente, a interrogarci concretamente sul presente. In qualche modo, questi atti, sono azioni selettive che ci consentono di analizzare i momenti storici della nostra vita e ci restituiscono il nostro pensiero storico; in fin dei conti siamo un po’ tutti ‘storici’ di noi stessi e l’analisi di ciò che accade o che è accaduto nel mondo esterno determina la nostra condizione e il nostro destino. Cicerone definì, appunto, la storia magistra vitae. Non possiamo capire il presente o immaginarci un futuro se non studiamo gli eventi e le azioni del passato. Gli storici e gli storiografi sono stati sempre mossi dalla conoscenza del passato per meglio interpretare le azioni del presente e del futuro e lo hanno fatto con tecniche e metodologie rigorose, sulla base dei documenti che nel corso del tempo la storia ha depositato e accumulato, attraverso la selezione volta ad accertarne l’attendibilità e l’importanza. Ne era ben conscio Erodoto quando nel V secolo a.C. scrisse le sue Storie. Scrivere, riscrivere costituisce l’essenza stessa della storiografia. 
La storiografia musicale si compone di fatti appartenenti all’arte e, inevitabilmente, si occupa di storia della musica, di opere musicali e delle loro esecuzioni, di compositori, di istituzioni musicali e di idee estetiche. Certo è la coscienza dello storico, e soprattutto la lettura e l’analisi dei documenti che permette di ricostruire sulla base di dati il “fatto storico”, pur sapendo che non si arriverà mai alla “verità assoluta” e che ciò rappresenterà soltanto un punto di partenza e non di arrivo. Ciò consente allo storiografo di costruire quella sorta di “identità” storiografica, di “circolarità” e di “diffusione” delle fonti che consentiranno nel tempo di poter arricchire il dato o il fatto storico. Ne erano ben consci, anche, gli storiografi musicali meridionali e i contributi di questo volume ben descrivono il metodo, l’attività dei tanti studiosi che vengono analizzati o le fonti che vengono esaminate.
 
Antonio Caroccia è professore di Storia della musica al Conservatorio di Musica “Santa Cecilia” di Roma, responsabile del settore insegnamenti musicologici della Società Italiana di Musicologia e presidente dell’Associazione nazionale docenti Afam. È dottore di ricerca in Storia, Scienze e Tecniche della musica. Ha insegnato musicologia e storia della musica nelle Università di Perugia, l’Aquila e Firenze e nei Conservatori di Venezia, Cosenza, Potenza, Torino, Sassari, Foggia, Avellino e Napoli. Nel 2018 stato nominato dal Ministro Dario Franceschini componente dell’edizione nazionale delle commedie per musica di Domenico Cimarosa, ove ricopre la carica di segretario-tesoriere. Ha partecipato come relatore a molteplici convegni internazionali e nazionali ed è autore di numerosi volumi e saggi musicologici dedicati alla storia della musica dei secoli XVII-XX.

 

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